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11 giugno 2015 4 11 /06 /giugno /2015 10:18

Ogni studente che si rispetti, attende con ansia la gita di terza media, fantasticando fin da piccolo sul luogo in cui si terrà.

A sette anni è già emozionato all’idea, ascoltando le avventure dei fratelli più grandi o degli amici.

Ma come tutte le cose, quando arrivano non riusciamo a gustarle nel modo migliore. Pensiamo sempre a quello succederà dopo: forse dipenderà dalla scelta della scuola superiore o dagli gli esami, ma è sempre così.

Anche a noi è capitata la stessa cosa. Il giorno tanto atteso partivamo e il giorno dopo stavamo già salutando tutti. Il tempo vola quando ci si diverte. Fra tutte le gite che ci potevano capitare, a noi è toccato il famoso gemellaggio con una scuola francese, proprio come talvolta accade nei film americani.

La città scelta è stata Tolosa. Perché proprio quella? A scuola studiamo e poi a Tolosa ci sono luoghi molto interessanti da visitare.

Mentiremmo se dicessimo di non essere stati un po’ impauriti e preoccupati, visti i fatti che poche settimane prima erano accaduti in Francia.

La mattina della partenza eravamo emozionatissimi e, senza che neanche ce ne accorgessimo, i nostri genitori ci stavano già salutando con le lacrime agli occhi, mentre noi, sul pullman, stavamo partendo per un’avventura strabiliante. Musica, risate e film ci hanno accompagnati per tutto il viaggio e, verso la fine, anche la stanchezza stava iniziando a farsi sentire.

Dobbiamo confessare che una volta arrivati, più che felicità, provavamo stanchezza. Probabilmente, se avessimo potuto, ci saremmo sdraiati sulla prima panchina. Ovviamente avevamo anche molta fame e non vedevamo l’ora di assaggiare i piatti che le nostre “nuove” famiglie ci avrebbero cucinato. Martedì: nuovo giorno, nuove avventure.

Abbiamo trascorso la mattinata prima visitando il collège, poi assistendo ad alcune lezioni. La scuola era totalmente diversa dalla nostra: il loro castello medioevale, contro il nostro blocco di cemento. Alte torri e ampi cortili dove trascorrere l’intervallo caratterizzavano il collège francese.

Dopo una lunga mattinata passata in aula, abbiamo cominciato a notare delle sostanziali differenze: le loro lezioni durano un’ora intera, rispetto alle nostre di 55 minuti; alla fine sono gli alunni a cambiare classe e non, come da noi, i professori.

Nel pomeriggio una guida ci ha illustrato i luoghi più significativi di Tolosa, la Ville Rose (“la città rosa”), città storica, ma allo stesso tempo moderna e all’avanguardia. La sera, le nostre famiglie ci hanno cucinato dei piatti tipici francesi, soprattutto a base di carne, che era veramente buonissima.

La mattina del mercoledì è trascorsa ancora a sui banchi di scuola. I più fortunati hanno potuto godere della vista mozzafiato dalla cima della torre storica del collège. A differenza dell’Italia, il mercoledì pomeriggio a Tolosa non si va a scuola, quindi i nostri corrispondenti, dopo pranzo, ci hanno accompagnati a fare shopping, a visitare musei o, più semplicemente, ci hanno fatto restare a casa.

Giovedì mattina in pullman siamo andati ad Albi, famosa per la cattedrale in mattoni più alta d’Europa. Appena arrivati l’abbiamo visitata nei minimi particolari, e poi le prof ci hanno lasciato del tempo per dedicarci allo shopping. Dopo aver pranzato in un chiostro pittoresco, siamo andati a visitare il museo sul famosissimo pittore francese Toulouse Lautrec; dove una bravissima guida ci ha illustrato la sua vita e la sua arte.

Sicuramente venerdì è stata la giornata più elettrizzante, poiché siamo andati alla Citè de l’Espace, che è un parco straordinario, basato sul tema dello spazio. Essendoci molte attrazioni, le professoresse ci hanno lasciati liberi di visitarlo. Il planetario è stato il posto, secondo noi, più affascinante: immaginatevi un cinema con i sedili reclinati all’indietro e uno schermo sul soffitto a 180°. Ecco noi il paradiso lo immaginiamo più o meno così.

Abbiamo trascorso la serata fra risate, musica e balli scatenati, per terminare il nostro bellissimo viaggio. Si è sempre detto che gli italiani sono molto “abili” in cucina, e anche in questo caso è stato dimostrato: la festa preparata in Italia prevedeva diversi tavoli con cibi salati, dolci e addirittura alcuni senza glutine. In quella francese, invece, il cibo era sì buono, ma vi era solo un tavolo con tutte le pietanze mischiate. Diciamo che noi, in fatto di organizzazione, battiamo tutti!

Anche se eravamo tristi, dobbiamo ammettere che il viaggio di ritorno è stato uno dei momenti più divertenti dell’intera gita. Siamo arrivati a casa quasi senza voce (abbiamo cantato a squarciagola), ma con la frenesia di voler raccontare a tutti la nostra magnifica esperienza. I nostri genitori erano già pronti ad ascoltare le nostre storie e ad abbracciarci calorosamente.

Siamo onorate di aver potuto scrivere questo articolo per il giornale di Villasanta, soprattutto perché pensiamo che la nostra esperienza sia stata importante. Prima di tutto abbiamo migliorato la conoscenza della lingua francese; ma, cosa più importante, abbiamo imparato ad essere responsabili senza il continuo controllo di un adulto, a essere autonomi e a cavarcela da soli anche in circostanze non sempre favorevoli. Inoltre ci siamo divertiti tantissimo, e speriamo che anche i nostri nuovi amici francesi abbiano vissuto una bella esperienza.

Arianna Ancri e Allegra Colombo 3C

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Published by fermiblog.over-blog.it - in 2014-2015 USCITE DIDATTICHE
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