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17 dicembre 2011 6 17 /12 /dicembre /2011 17:44

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Quella del 9 Novembre 2011 è stata una serata bella, anzi bellissima e a noi è piaciuta tanto, sicuramente è stata una serata indimenticabile.

In  Villa Camperio, a Villasanta, si è tenuta la presentazione della seconda edizione  del progetto Spazio allo Spazio. Appena entrati siamo rimasti stupiti nel vedere le personalità importanti presenti  in sala;  oltre alla nostra Preside, la dottoressa Rosalia Natalizi Baldi, vi erano il Sindaco, signor Emilio Merlo; l’assessore all’Istruzione del Comune di Villasanta, signor Massimo Casiraghi; il professor Cosimo Scaglione,  dell’Ufficio Scolastico provinciale di Monza e Brianza; la dottoressa Sophie Stallini dell’ambasciata francese; il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico di Milano, signor Ivan Borserini; l’atleta paralimpica Torino 2006, Silvia Parente e la dottoressa Lavagna, docente di ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. E’ stata una serata molto emozionante, ci siamo sentiti parte di un evento importante perché tramite il web  hanno guardato la nostra presentazione molte persone, tra queste c'erano anche alcuni tecnici della Nasa e gli ambasciatori italiani a Tolosa e a Colonia.

  

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L’intervento di tutte queste personalità ha permesso di illustrare meglio le finalità del progetto e la sua importanza  a livello educativo. Infatti avremo modo di incontrare personalità del mondo scientifico e tecnologico che ci parleranno di astronomia e di tecnologie spaziali, ma il progetto ha anche un taglio particolare: ci permetterà di conoscere anche i problemi che i cosmonauti devono affrontare sulla I.S.S, la Stazione Spaziale Internazionale: un astronauta nello spazio, essendo in un luogo senza gravità, fatica a muoversi perché il corpo tende a galleggiare ed è necessario attaccarsi alle apposite maniglie, quasi fosse disabile; allo stesso modo una persona non vedente, in azioni quotidiane, ha bisogno di appoggi per spostarsi.

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 Ciò ci fa capire che il concetto di disabilità è relativo alle circostanze in cui ci troviamo.

La serata è cominciata non appena tutti si sono accomodati ed è stato fatto silenzio totale. Il professor Meroni ha impugnato il microfono ed ha cominciato  ad introdurre la serata. Alcuni di noi, Giulia, Samuel, Radu, Francesca e Sabrina hanno letto in italiano, in inglese ed in francese un discorso di benvenuto. Sono stati i primi ad intervenire, è stato per loro una grande emozione leggere davanti a così tanta gente, però se la sono cavata alla grande.

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Significativa è stata la presenza degli ex alunni di 3^D e 3^F che lo scorso anno sono stati i protagonisti del progetto “Spazio allo Spazio”. Erano entusiasti nel raccontare la loro esperienza che hanno documentato con un filmato. Nel racconto dei “vecchi” astronauti traspariva ancora forte la felicità di avere partecipato a momenti entusiasmanti e coinvolgenti. Simbolicamente ci hanno consegnato il testimone per la prosecuzione del progetto e ciò ha ufficialmente dato il via al nostro “viaggio ”che avrà una durata biennale. Speriamo di poter diventare anche noi alla fine del percorso una 3^ A orgogliosa di ciò che avrà vissuto.

La testimonianza che ci ha particolarmente colpito è stata quella di Silvia Parente, atleta non vedente, medaglia d’oro di slalom gigante alle olimpiadi paralimpiche 2006 di Torino. Ci ha mostrato il video della sua discesa vittoriosa. 

E’ impressionante pensare che una persona possa sciare a una velocità così elevata, a 60-80 KM all’ora, senza vedere assolutamente nulla; è altrettanto incredibile il rapporto di  fiducia tra Silvia e la sua guida sportiva che, sciando davanti a lei, le indicava il percorso da percorrere urlando continuamente perché Silvia potesse seguire la sua voce, sparata verso di lei da un amplificatore che la guida aveva sulla schiena. 

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 Se soltanto la guida fosse caduta, lei non avrebbe saputo più  dove andare.

Siamo rimasti stupiti per la sua bravura e la sua abilità nello sciare ma, soprattutto per la forza di volontà e la determinazione di questa ragazza.

Silvia ci ha spiegato anche che, nella vita quotidiana, è completamente indipendente, ad esempio prende i mezzi di trasporto pubblico da sola per recarsi sul posto di lavoro.

E’ certamente una persona molto forte d'animo e ciò che stupisce positivamente è vederla soddisfatta della sua vita. Secondo noi  Silvia è un esempio da seguire e ci fa capire che non bisogna mai arrendersi alle difficoltà.

Durante la serata si è parlato anche di navicelle spaziali, di stazioni orbitanti, di Laika, la cagnolina di razza bastardina, primo essere vivente ad essere spedito nello  spazio, di Yuri Gagarin e dello Sputnik, rispettivamente il primo astronauta e la sua astronave a compiere un’ orbita intorno alla Terra.  Ce ne ha parlato la prof.ssa Lavagna, docente di ingegneria aerospaziale presso il Politecnico di Milano. Ella ha saputo esporre benissimo la storia umana della corsa allo spazio e il programma spaziale “COSTELLATION” che verrà completato nel 2030, anno in cui, secondo un ambizioso progetto, su Marte si dovrebbe iniziare a creare una colonia umana.

 

 

Pendevamo dalle sue labbra quando ci ha spiegato il meccanismo di costruzione della stazione spaziale internazionale, la I.S.S., che garantisce la presenza permanente dell'uomo nello spazio.

Tale stazione si estende su un'area di dimensioni simili ad un campo da calcio e dal momento che non esistono razzi potenti per lanciare in orbita una così grande struttura, proprio come un puzzle è stata assemblata nello spazio a 400 chilometri di altezza dalla superficie terrestre. Un altro aspetto interessante è stato scoprire lo stile di vita a bordo della stazione spaziale, vista l'assenza di peso ei il fluttuare dei corpi.

 

Al termine della presentazione ci hanno consegnato un kit per meglio seguire il progetto. Il kit contiene:  il cappellino e due DVD dell’ E.S.A., un libro sullo Spazio e un raccoglitore contenente informazioni riguardanti l’International Space Station. Taglia_5.jpg

 

Questo progetto ci permetterà di incontrare e conoscere fisici, astronomi , chimici e ingegneri che ci forniranno informazioni utili anche per la nostra cultura personale; sarà certamente un modo per affrontare argomenti difficili in modo divertente. Forse grazie a queste conoscenze potremo costruire un sapere che durerà  per tutta la nostra vita.

 

Gli alunni di 2^A

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